Accessible Unlicensed Requires Authentication Published by De Gruyter September 11, 2015

Lectura Dantis: Purgatorio XXVI

Karl Philipp Ellerbrock
From the journal Deutsches Dante-Jahrbuch

Riassunto

Nel canto XXVI del Purgatorio, noto per l’omaggio alla memoria di due grandi poeti in volgare, Dante problematizza il rapporto tra fama letteraria e salvezza dell’anima. Sorprendentemente il canto dello stilnovista Guido Guinizzelli e del trovatore Arnaut Daniel è penetrato da una retorica dell’anonimità: le anime qui presenti, invece di figurare nominatamente, sembrano scomparire nel processo collettivo della purificazione. Il contrappasso riservato ai poeti riguarda il loro uso metaforico - »lussurioso« - d’immagini religiose, come il biblico ardere, da loro impiegato per parlare poeticamente della passione amorosa, anzi della poesia stessa. Per poter raggiungere il paradiso, i poeti sono condannati a rinunciare al loro uso individuale ed eretico della parola, diventando quindi stilisticamente indiscernibili. Così il ›Guido‹ immaginato da Dante è una versione ridotta dell’autore di »Al cor gentil«, mentre ›Arnaut‹ non è più riconoscibile come un rappresentante del trobar clus. L’incontro tra ›Dante‹, ›Guido‹ ed ›Arnaut‹ prende la forma di una conversazione velata, quasi tacita, nella quale tuttavia i poeti dispiegano una retorica ancor più raffinata per affermare il valore della poesia, che sta per spegnersi nelle fiamme del purgatorio.

Online erschienen: 2015-9-11
Erschienen im Druck: 2015-8-28

© 2015 by Walter de Gruyter Berlin/Boston