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Byzantinische Zeitschrift

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1868-9027
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Volume 98, Issue 2

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Una lettura del θρηνοσ εισ τα παθη και την σταυρωσιν του κυριου και θεου και σωτηροσ ημων Ιησου Χριστου del Cretese Marinos Falieros

Caterina Carpinato
Published Online: 2008-02-25 | DOI: https://doi.org/10.1515/BYZS.2005.403

Wim Bakker e Arnold van Gemert hanno recentemente licenziato per la stampa l'edizione critica del Θϱηνος εἰς τὰ Πάθη ϰαὶ τὴν Σταύϱωσιν του Кυϱίου ϰαὶ Θεου ϰαὶ Σωτηϱος ἡμων Ἰησου Хϱιστου, poema drammatico unico nel suo genere, in versi decapentasillabi (in gran parte rimati). L'opera è anche l'unica, tra quelle composte dal poeta cretese Marinos Falieros (1395?–1474) e pervenute fino a noi (complessivamente cinque), ad aver avuto l'onore di esser sottoposta ai torchi dei tipografi veneziani nel Cinquecento. Almeno fino ad oggi non è stato reperito in nessuna biblioteca alcun esemplare di questa cinquecentina. Si è salvato solo un apografo, Tubing. Mb 27, f. 171–184, datato 22 gennaio 1585 e copiato per Martinus Crusius dall'allievo Daniel Schuhmaier. Il componimento di Falieros è arrivato quindi fino a noi solo per un caso fortunato, tramite una sola fonte indiretta, una copia manoscritta di un'unica edizione a stampa (1543/44).

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Published Online: 2008-02-25

Published in Print: 2006-04-26


Citation Information: Byzantinische Zeitschrift, Volume 98, Issue 2, Pages 403–421, ISSN (Print) 0007-7704, DOI: https://doi.org/10.1515/BYZS.2005.403.

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